
Anche gli oggetti hanno il potere di raccontare una giornata C’è qualcosa di profondamente estivo negli asciugamani stesi ad asciugare dopo una giornata al mare o in piscina.
Osservarli mentre si muovono nel vento significa immaginare tutto quello che è successo poche ore prima. Una corsa sulla sabbia, un tuffo improvviso, un bambino che ha costruito un castello troppo vicino alle onde o una lunga chiacchierata sotto l’ombrellone.
Ogni piega racconta un gesto. Ogni granello di sabbia rimasto tra le fibre è la prova che quella giornata è esistita davvero. Gli asciugamani hanno una caratteristica particolare. Tornano puliti, asciutti e pronti per il giorno successivo. Eppure conservano qualcosa di invisibile. Un ricordo. Forse è per questo che alcune estati sembrano avere una consistenza precisa.
Morbida come un telo appena steso al sole, calda come il tessuto rimasto per ore ad assorbire la luce. Ci abituiamo a considerare gli oggetti come strumenti. In realtà sono anche archivisti silenziosi della nostra quotidianità. Basta guardarli con un po’ più di attenzione per accorgersi che raccontano molto più di quanto immaginiamo.
