
C’è qualcosa di profondamente umano nel sedersi attorno a un fuoco. Succede da migliaia di anni.Cambiano i luoghi, cambiano le persone, cambiano le storie. Il fuoco, invece, continua a fare sempre la stessa cosa. Ci invita a rallentare.
Davanti a un falò le conversazioni cambiano ritmo. Le parole diventano più lente, i silenzi meno imbarazzanti e lo sguardo finisce quasi sempre tra le fiamme. Forse perché il fuoco ci ricorda che alcune cose non hanno bisogno di essere spiegate. Basta viverle.
Le serate attorno a un falò difficilmente vengono ricordate per quello che si è mangiato o bevuto.
Restano nella memoria per le persone che erano sedute accanto a noi. Per una canzone improvvisata. Per una storia raccontata sottovoce. O semplicemente per quella sensazione di essere esattamente nel posto giusto.
