L’estate sta arrivando, e con i piccoli sembra sempre la prima volta

L’estate arriva da certe cose minuscole: le finestre aperte più a lungo, il rumore dei piatti dopo cena che entra dai balconi, le magliette leggere stese al sole e che si asciugano in 2 minuti. Ma non è estate se i bambini non iniziano a chiedere “quanto manca?”.

L’estate, quando ci sono dei piccoli in casa è una specie di ritorno. Ritorno alle ginocchia sbucciate, ai ghiaccioli che colano sulle mani, alle biciclette lasciate storte davanti al portone. Alle serate che sembravano infinite e ai “cinque minuti ancora” detti nel buio di un cortile. E forse la nostalgia nasce proprio qui: nel vedere i bambini vivere cose che avevamo dimenticato di avere amato così tanto.

Perché crescere spesso significa diventare efficienti. Fare programmi, riempire giornate, trasformare anche il tempo libero in qualcosa da organizzare bene. I piccoli invece riportano l’estate alla sua forma più vera: lenta, storta, semplice. Un pomeriggio con una bacinella d’acqua sul terrazzo. Una passeggiata serale che diventa un’avventura enorme se qualcuno decide che la luna ci sta seguendo.

Perfino fare la spesa per il cocomero può sembrare una missione importantissima: chi sarà il più forte a portarla a casa? D’estate con i bambini non serve fare qualcosa di straordinario perché resti. Perché restano i teli mare ancora umidi in macchina. Le mani appiccicose di sale. Le zanzare combattute con applausi infiniti, Le cene mangiate tardi.

I cartoni accesi la mattina presto mentre la casa dorme ancora. Le conchiglie infilate nelle tasche e dimenticate lì per settimane. E poi, mangiare il gelato seduti su un muretto. Guardare i temporali estivi dal balcone e inventarsi nuovi giochi. Dormire tutti nello stesso letto durante una notte troppo calda. Inventare giochi senza senso.

Fare colazione piano, senza scuola, senza fretta. I bambini chiedono presenza. Qualcuno che dica “andiamo” anche senza sapere bene dove. E allora forse questa estate non deve essere riempita per forza. Forse può semplicemente essere vissuta.

Con un po’ di nostalgia per ciò che eravamo, sì. Ma anche con la fortuna enorme di poterlo rivedere accadere davanti ai nostri occhi, in una versione nuova, più piccola, spettinata e luminosa.