L’ultimo tramonto del mese

Ci sono tramonti che sembrano identici a tutti gli altri. Poi scopriamo che sono gli ultimi. L’ultimo di luglio ha qualcosa di speciale. Il cielo non cambia colore perché il calendario sta voltando pagina.

Eppure siamo noi a guardarlo in modo diverso. Forse perché ogni fine ci invita, senza far rumore, a guardarci indietro. Luglio è passato come passano tutte le cose belle. Un giorno alla volta. Ha lasciato finestre aperte, tavole apparecchiate all’aperto, il rumore delle cicale, il profumo della crema solare, il sapore dell’anguria, il vento tra le lenzuola e tante piccole immagini che, mentre accadevano, sembravano normali.

Solo adesso ci accorgiamo che stavano costruendo i nostri ricordi. Ed è forse questa la lezione più bella che l’estate riesce a regalarci. La felicità raramente arriva annunciandosi. Quasi sempre si presenta sotto forma di un dettaglio.

Un rumore. Un profumo. Una luce diversa. E noi la riconosciamo soltanto dopo. Quando ci fermiamo un momento e ci accorgiamo che quel mese, in silenzio, ci ha lasciato qualcosa di prezioso. Luglio finisce qui. Ma tutte le piccole cose che ci ha regalato continueranno a camminare con noi ancora per molto tempo.