
Certe volte il problema non è il ritardo. È il carico.
Ci sono giorni in cui ti sembra di inseguire tutto. Risposte, orari, scarpe, messaggi, pasti, richieste, cambi di umore, spostamenti. E a quel punto la parola che viene fuori più facile è “ritardo”.
Ma non sempre è quella giusta. A volte non sei in ritardo. Sei piena. Hai troppe cose in testa e troppe da tenere insieme nello stesso tempo. È diverso. E riconoscerlo cambia il modo in cui ti parli. Per le famiglie questo lessico conta parecchio. Perché se chiami tutto disorganizzazione, ti senti sempre sbagliata.
Se invece vedi il carico per quello che è, trovi un tono più lucido e forse anche un po’ più gentile verso te stesso.
