
Vi siete mai chiesti chi è stato il primo essere umano a decidere di scrivere invece di parlare?
La scrittura è una delle invenzioni più importanti della storia. Oggi scrivere è normale: lo facciamo per i compiti, per mandare messaggi o per disegnare lettere. Ma per l’umanità non è stato sempre così. Per migliaia di anni le persone hanno comunicato solo a voce, affidando tutto alla memoria.
I primi segni simili alla scrittura compaiono quando l’uomo inizia a vivere in società sempre più complesse. Serviva ricordare scambi, accordi, conti. È così che, nell’antica Mesopotamia, un popolo chiamato Sumeri iniziò a incidere segni sull’argilla per tenere traccia delle merci. Non erano ancora lettere, ma piccoli simboli che rappresentavano oggetti e numeri. Da lì nasce la scrittura cuneiforme, fatta di segni a forma di triangolo impressi con un bastoncino.
Per molto tempo si è pensato che la scrittura fosse nata solo lì. Oggi invece sappiamo che più civiltà hanno avuto la stessa idea, anche lontanissime tra loro: in Egitto, in Cina e persino nelle Americhe. Segno che scrivere era un bisogno universale.
Con il passare dei secoli, i segni sono diventati sempre più semplici e precisi. I Fenici ebbero un’intuizione geniale: usare pochi segni per rappresentare i suoni della voce. Da quell’idea, passando per Greci e Romani, è nato l’alfabeto che usiamo ancora oggi.
Ogni volta che scriviamo una parola, quindi, stiamo usando un’invenzione antichissima.
Un ponte tra il passato e il presente, fatto di segni, idee e storie.
