
Dietro una scelta apparentemente banale si nasconde qualcosa che parla di noi Ogni estate promettiamo a noi stessi che proveremo un gusto nuovo. Entriamo in gelateria, osserviamo il banco pieno di colori, leggiamo nomi curiosi e combinazioni che non avevamo mai visto.
Poi, quando arriva il nostro turno, diciamo quasi sempre le stesse parole. “Pistacchio e nocciola.” “Limone e fragola.” “Cioccolato e crema.” Succede a moltissime persone. E forse non è soltanto una questione di gusto.
Ci sono sapori che diventano una forma di casa. Li abbiamo scelti da bambini, li abbiamo condivisi con qualcuno o li associamo inconsciamente a un’estate felice. Cambiano le città in cui mangiamo il gelato. Cambiano le persone con cui passeggiamo. Cambia perfino il modo in cui trascorriamo le vacanze.
Quel gusto, invece, resta. Le abitudini vengono spesso descritte come qualcosa da evitare. Eppure alcune hanno un valore speciale. Ci ricordano che, anche mentre cambiamo, esistono piccoli punti fermi che continuano ad accompagnarci. Forse è proprio questo che cerchiamo quando scegliamo sempre lo stesso gelato. Un sapore capace di farci sentire, ogni volta, un po’ a casa.
