
E se Pinocchio non fosse più un burattino di legno… ma un robot del futuro?
Succede proprio questo nella nuova storia immaginata dal famoso autore giapponese Takashi Murakami, maestro dei manga. Il suo Pinocchio si chiama Pino e vive nel 2050, in un mondo dove la tecnologia e l’intelligenza artificiale fanno parte della vita di tutti i giorni.
In questa versione, Pino non nasce da Geppetto, ma lavora accanto a una scienziata in un centro di ricerca. È un robot molto speciale, progettato per aiutare e osservare gli esseri umani. Ma quando gli esperimenti sugli animali vengono vietati, accade qualcosa di drammatico: Pino viene distrutto.
La storia però non finisce qui. Anni dopo, entra in scena un nuovo Pino, ancora più evoluto. Questa volta il robot si prende cura di un’anziana signora che è convinta che lui sia suo figlio, scomparso da tempo. Tra i due nasce un legame profondo, fatto di attenzioni, ricordi ed emozioni.
Così, come il Pinocchio originale, anche questo Pino inizia a farsi delle domande importanti. Non vuole diventare un bambino vero, ma qualcosa di ancora più difficile: imparare a provare empatia, affetto e sensibilità.
Questa nuova storia ci fa riflettere:
che cosa significa davvero essere umani?
E un robot può avere un cuore?
