
Ci sono sapori che fanno subito casa, anche quando non sapremmo spiegare perché. Articolo completo
Non sempre ricordiamo un piatto per quanto fosse buono. A volte lo ricordiamo per dove eravamo, per chi c’era, per che ora era, per come cadeva la luce in cucina. Il gusto ha questa particolarità: si porta dietro la scena.
E quando torna, spesso riapre tutto insieme. Per le famiglie questa è una cosa molto concreta. Ci sono sapori che fanno infanzia, merenda, domenica, nonni, casa, estate, pioggia. E i bambini, anche se non usano queste parole, registrano tutto.
Lo fanno attraverso i sensi. Raccontare il cibo in chiave family, quindi, non vuol dire solo parlare di ricette o ingredienti. Vuol dire parlare di memoria, tono, rituali, piccole abitudini che fanno identità.
È questo lo spazio più interessante. Quello in cui un alimento non è solo una cosa da mangiare, ma una parte di vita che torna.
