
Ci sono pomeriggi d’agosto in cui le città sembrano trattenere il respiro. Le persiane si chiudono per lasciare fuori il sole più forte, le strade si svuotano e il silenzio prende il posto del rumore.
Per qualcuno è solo l’ora più calda della giornata. Per altri è un piccolo rito estivo che si ripete da sempre. Dietro quelle persiane non c’è soltanto una casa al riparo dal caldo.
C’è una pausa. Qualcuno legge un libro sul divano. Qualcun altro schiaccia un pisolino. C’è chi prepara lentamente il caffè o aspetta che il pomeriggio diventi più leggero. Viviamo in un mondo che ci chiede di essere sempre disponibili, sempre connessi, sempre pronti a rispondere. Le persiane chiuse raccontano il contrario. Ci ricordano che fermarsi non è perdere tempo.
È proteggere il proprio tempo. Forse dovremmo imparare a chiudere qualche persiana anche dentro di noi. Abbassare il rumore. Lasciare fuori ciò che ci affatica. E concederci, ogni tanto, il lusso di un pomeriggio senza fretta.
