
Ferragosto ha tanti profumi. Quello della griglia accesa. Dell’anguria appena tagliata. Del basilico che arriva dalla cucina. Ma, più di tutti, ha il profumo delle persone. Ci sono tavole che sembrano allungarsi da sole. Qualcuno porta una sedia in più. Qualcun altro aggiunge un piatto.
C’è sempre posto per un vicino, un amico arrivato all’ultimo momento o un parente che non si vedeva da tempo. È questo il piccolo miracolo del Ferragosto. Ricordarci che una tavola non serve soltanto a mangiare. Serve a stare insieme. Le ricette cambiano da una famiglia all’altra. I piatti sono diversi.
Le tradizioni anche. Quello che non cambia mai è il desiderio di condividere. Forse è per questo che ricordiamo così bene certi pranzi. Non per ciò che c’era nel piatto. Ma per le risate che riempivano il silenzio tra una portata e l’altra.
Quando il sole inizia a scendere e qualcuno sparecchia mentre altri continuano a parlare, ci accorgiamo che il vero pranzo non è ancora finito.
