
L’anguria è uno dei pochi frutti che non si riesce a mangiare con troppa compostezza. Il succo scivola tra le dita, qualche goccia cade inevitabilmente sul tavolo e, alla fine, ci ritroviamo a ridere proprio perché abbiamo rinunciato all’idea di restare impeccabili.
Da bambini non ci facevamo caso. Anzi, era parte del divertimento. Poi siamo cresciuti e abbiamo imparato a fare attenzione a tutto: a non sporcarci, a non sbagliare, a non lasciare tracce. L’estate, però, continua a ricordarci che esistono momenti in cui vale la pena abbassare la guardia.
Una fetta d’anguria mangiata in compagnia racconta proprio questo. La felicità non è sempre ordinata. A volte è appiccicosa, rumorosa e piena di risate. Ed è proprio per questo che la ricordiamo così bene.
