
C’è stato un tempo in cui partire significava anche scegliere una cartolina. Si cercava quella più bella, si scrivevano poche righe, si incollava un francobollo e la si affidava al viaggio. Oggi basta un messaggio per raccontare dove siamo.
È più veloce, più immediato e spesso anche più pratico. Eppure le cartoline avevano qualcosa che nessuna notifica potrà mai sostituire. Portavano con sé il tempo. Il tempo necessario per sceglierle, scriverle, spedirle e aspettare che arrivassero. Forse è proprio questo che le rendeva così preziose.
Non erano soltanto un saluto. Erano un piccolo pezzo di viaggio che continuava anche quando la vacanza era ormai finita. In fondo, alcune cose acquistano valore proprio perché non arrivano subito.
