Le ultime pesche hanno il sapore della gratitudine

Ogni frutto ha il suo momento. Le pesche di fine agosto sembrano racchiudere tutta la dolcezza dell’estate. Le mangiamo più lentamente. Quasi con rispetto. Non perché siano diverse da quelle di luglio.

Ma perché sappiamo che presto dovremo aspettare un altro anno. È curioso. Le cose acquistano valore quando comprendiamo che non saranno sempre disponibili. Accade con le stagioni. Con i viaggi.

Con le persone. Perfino con un semplice frutto. Eppure questa consapevolezza non dovrebbe renderci tristi. Dovrebbe renderci più presenti. Ogni morso diventa un invito a vivere davvero il momento.

A non rimandare la felicità. A non aspettare l’occasione perfetta. Perché, spesso, la perfezione è già davanti a noi. Ha il profumo di una pesca matura e il colore di un pomeriggio d’agosto.